“Coltivare Innovazione” sarà la prima edizione di una iniziativa che IDEA EUROPA intende promuovere ognianno, nell’ambito del proprio impegno a supporto delle realtà agricole e enogastronomiche della Regione.
L’agritech
Le tecnologie digitali stanno avendo un impatto crescente sul settore agricolo. L’agritech — ovvero l’integrazione di tecnologie di ultima generazione nei processi produttivi e di controllo agroalimentari — rappresenta una realtà in consolidamento, capace di innovare l’agricoltura rendendola più efficiente e rispettosa dell’ambiente: nel 2023, gli investimenti in Italia in questo campo hanno raggiunto i 167 milioni di euro, con un incremento del 9,8% rispetto all’anno precedente (https://eatableadventures.com/news/foodtech-in-italy-report-2023/).
Valorizzare le buone pratiche
Le tecnologie digitali possono contribuire a migliorare l’agricoltura rendendola più efficiente: favoriscono trattamenti di precisione, risparmio idrico, uso mirato della chimica, riciclo degli scarti e tracciabilità della filiera. “Coltivare innovazione” intende valorizzare le buone pratiche agritech, da cui scaturisce un vantaggio in termini di impatto ambientale dell’attività agricola e in termini di valorizzazione della produzione locale sostenibile.
IDEA EUROPA è un Ente del Terzo Settore. Promuove la giustizia sociale ed economica, la democrazia e la partecipazione dal basso, l’inclusione sociale e il dialogo interculturale. Idea Europa promuove processi di cambiamento sociale a livello locale, nazionale e internazionale attraverso attività di advocacy, di formazione e di comunicazione, di educazione non formale, di formazione e di ricerca, di promozione delle buone pratiche nei diversi settori economici e sociali.
Agri-Tech: l’innovazione che coltiva opportunità
Agri-Tech significa portare la tecnologia dentro l’agricoltura. Vuol dire usare strumenti digitali, sensori, droni, robot e sistemi innovativi per rendere le coltivazioni più efficienti, sostenibili e rispettose dell’ambiente.
Non è solo un insieme di macchine intelligenti, ma un nuovo modo di fare agricoltura, capace di rispondere alle sfide di oggi: cambiamenti climatici, sicurezza alimentare e riduzione degli sprechi. In poche parole, Agri-Tech è l’incontro tra tradizione agricola e innovazione tecnologica.
Piano d’Azione per la Transizione Digitale del Comparto Agroalimentare del Lazio
Innovazione, sostenibilità e valorizzazione dei prodotti tipici
Negli ultimi anni il settore agroalimentare del Lazio ha dimostrato una crescente capacità di coniugare tradizione e innovazione. L’eccellenza dei prodotti DOP, IGP e PAT – come l’Olio Sabina DOP, il Kiwi di Latina IGP, la Nocciola Romana DOP e i vini delle DOC regionali – rappresenta non solo un patrimonio culturale e produttivo, ma anche una straordinaria opportunità per costruire un modello di agricoltura digitale capace di aumentare la competitività, ridurre l’impatto ambientale e accrescere la fiducia dei consumatori.
Per guidare questo processo, la Regione Lazio propone un Piano d’Azione Regionale per la Transizione Digitale dell’Agroalimentare, un percorso strutturato che accompagna imprese, consorzi e organizzazioni di produttori nell’adozione di tecnologie, competenze e strumenti innovativi, senza mai perdere il legame con l’identità territoriale.
Gli obiettivi strategici
Il piano si pone quattro traguardi concreti da raggiungere nel biennio 2025–2027:
Diffondere l’innovazione tecnologica in almeno il 35% delle aziende agricole laziali, dotandole di strumenti digitali di base come sensori, piattaforme di gestione e sistemi di tracciabilità.
Digitalizzare le filiere DOP e IGP del Lazio, estendendo l’etichetta elettronica e il passaporto digitale dei prodotti a tutte le principali denominazioni.
Ridurre l’impatto ambientale, attraverso l’agricoltura di precisione e i sistemi di monitoraggio che consentano di abbattere del 15% i consumi idrici e del 10% l’uso di prodotti fitosanitari.
Rafforzare la competitività e la promozione dei prodotti tipici laziali, favorendo la creazione di piattaforme di e-commerce e turismo esperienziale collegate ai territori di produzione.
I pilastri del piano
1. Infrastruttura digitale e gestione dei dati
Il cuore del progetto sarà la creazione del Lazio Agrifood Digital Hub, una piattaforma regionale unica per la gestione dei dati di filiera, la tracciabilità dei prodotti e la connessione tra aziende, consorzi e istituzioni. Questo strumento permetterà di integrare i sistemi di certificazione DOP e IGP, raccogliendo informazioni sui lotti di produzione, la provenienza, i trattamenti agronomici e le analisi qualitative. L’Hub sarà inoltre collegato a un sistema meteo e satellitare regionale, che offrirà alle aziende dati georeferenziati su temperatura, umidità, precipitazioni e indici di vigore vegetativo, fondamentali per pianificare in modo efficiente irrigazione e trattamenti.
2. Agricoltura di precisione e tecnologie in campo
Il piano sostiene l’introduzione di sensori IoT per il monitoraggio di suolo, clima e colture, di droni e telerilevamento per analizzare lo stato vegetativo delle piante, e di sistemi di supporto decisionale (DSS) per ottimizzare irrigazione e concimazione. Le aziende potranno dotarsi anche di gestionali digitali di cantina o frantoio, con tracciabilità automatica dei lotti e dei controlli di qualità. Particolare attenzione sarà data alle filiere olivicola, vitivinicola, corilicola e ortofrutticola, dove la digitalizzazione dei processi può portare a benefici immediati in termini di efficienza, sostenibilità e competitività.
3. Tracciabilità e marketing digitale
La trasparenza e la comunicazione saranno elementi chiave della nuova agricoltura laziale. Ogni prodotto potrà essere accompagnato da un QR code dinamico che consente al consumatore di accedere a informazioni verificate su origine, processo produttivo, valori nutrizionali e sostenibilità. Verranno inoltre sviluppati modelli di passaporto digitale del prodotto, già in linea con gli standard europei, e piattaforme di e-commerce e turismo rurale che valorizzino l’esperienza diretta e lo storytelling delle aziende agricole.
4. Competenze e accompagnamento
La transizione digitale non può esistere senza formazione. Nasceranno quindi gli Sportelli Digitali di Filiera, strutture operative presso i consorzi e le organizzazioni di produttori, che offriranno assistenza tecnica, tutoraggio e audit aziendali. Parallelamente sarà avviata l’Accademia Agritech Lazio, un programma formativo continuo con corsi brevi, workshop pratici e consulenze individuali dedicati a sensori, piattaforme dati, cybersecurity e gestione digitale dell’impresa agricola.
5. Incentivi e strumenti finanziari
Il piano prevede una combinazione di voucher a fondo perduto e bandi di filiera per sostenere gli investimenti delle imprese. I voucher digitali destinati alle singole aziende andranno da 5.000 a 15.000 euro e potranno coprire spese per sensori, software, droni, QR code, sistemi di irrigazione intelligente e formazione. Per i progetti collettivi promossi da consorzi o organizzazioni di produttori, i contributi potranno arrivare fino a 300.000 euro, con una intensità di aiuto fino al 65%. Sono previste anche premialità specifiche per le filiere DOP e IGP che adottano sistemi di tracciabilità completi e bonus di sostenibilità per chi dimostra una riduzione dei consumi o pubblica report ambientali certificati.
6. Regole, sicurezza e qualità dei dati
Per garantire l’affidabilità del sistema, il piano prevede la definizione di linee guida regionali sulla governance dei dati agricoli, chiarendo i diritti di proprietà, le modalità di condivisione e gli standard di sicurezza informatica. Ogni azienda sarà supportata nell’adozione di pratiche base di cybersecurity, come il backup periodico, l’autenticazione a due fattori e la gestione sicura degli accessi ai dati sensibili.
La governance del piano
La Regione Lazio avrà il compito di coordinare le politiche e gestire le risorse economiche, mentre ARSIAL sarà l’ente operativo incaricato di attuare gli avvisi, monitorare i risultati e garantire la coerenza tecnica delle azioni. Le Organizzazioni di Produttori (OP) e i Consorzi di tutela fungeranno da intermediari territoriali, selezionando le aziende, attivando gli sportelli e diffondendo le buone pratiche. Università, enti di ricerca e istituti agrari collaboreranno invece come partner scientifici, curando la validazione delle tecnologie e la misurazione dell’impatto ambientale e produttivo.
Monitoraggio e indicatori di risultato
Il progresso del piano sarà valutato attraverso indicatori chiari e misurabili:
Numero di aziende connesse alla piattaforma regionale e con almeno due tecnologie digitali operative.
Percentuale di lotti DOP/IGP tracciati digitalmente e scansioni effettuate dai consumatori.
Riduzione dei consumi idrici e dell’uso di fitofarmaci rispetto alla media iniziale.
Incremento delle vendite dirette online e delle esperienze agrituristiche prenotate digitalmente.
Numero di ore di formazione erogate e sportelli digitali attivi sul territorio.
1. Olivicoltura Digitale – Sabina e Canino (Province di Rieti, Roma e Viterbo)
La filiera olivicola laziale è tra le più avanzate in termini di tracciabilità digitale.
Consorzio Sabina DOP: ha aderito al sistema di tracciabilità e anticontraffazione sviluppato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, attraverso un contrassegno digitale con QR code o chip NFC. Ogni bottiglia di olio DOP Sabina può così essere autenticata e collegata a una banca dati certificata, garantendo al consumatore la provenienza e le caratteristiche del prodotto.
Alcune aziende, come Olio ILA di Poggio Mirteto e Frantoio Neri, hanno già integrato soluzioni di monitoraggio digitale della produzione, sensori per la temperatura delle olive e sistemi di gestione informatizzata dei processi di molitura.
Consorzio Olio DOP Canino (Viterbo): anch’esso in fase di implementazione del sistema di tracciabilità IPZS e di adozione di software per il controllo delle filiere e la certificazione dei lotti di produzione. Prodotto valorizzato: Olio Extra Vergine di Oliva DOP Sabina e Olio DOP Canino. Buone pratiche: etichetta digitale, tracciabilità blockchain, sensoristica nei frantoi, valorizzazione turistica con percorsi “Oleoturismo 4.0”.
2. Corilicoltura e Innovazione – Tuscia e Monti Cimini (Provincia di Viterbo e Roma Nord)
Assofrutti – Caprarola: la più grande organizzazione di produttori di nocciole del Lazio, capofila di una rete di oltre 1.000 aziende, sta promuovendo l’uso di strumenti digitali di supporto decisionale (DSS) per ottimizzare irrigazione e concimazione.
Alcune aziende pilota hanno installato sensori ambientali e sistemi di telerilevamento satellitare per monitorare lo stato dei noccioleti e ridurre l’impatto ambientale.
In collaborazione con startup come xFarm Technologies, si stanno sperimentando dashboard digitali integrate che raccolgono dati su crescita, meteo e fitopatologie, migliorando la pianificazione delle lavorazioni e la qualità del prodotto. Prodotto valorizzato: Nocciola Romana DOP. Buone pratiche: sensoristica IoT, piattaforme di analisi dati, formazione degli operatori su agricoltura di precisione, promozione digitale dei prodotti tipici della Tuscia.
3. Viticoltura di Precisione – Viterbo, Roma e Latina
L’Università della Tuscia ha avviato il programma “WineryFarming4.0”, volto a introdurre tecnologie digitali nelle cantine del Lazio, attraverso mappature di vigore vegetativo, sensori nei vigneti e software di previsione delle rese e delle fermentazioni.
Cantine come Tenute Filippi (Cori, Latina) e Casale del Giglio (Le Ferriere, Latina) stanno implementando pratiche di monitoraggio ambientale, calcolo dell’impronta carbonica e tracciabilità digitale delle bottiglie.
Queste soluzioni si combinano con strategie di storytelling territoriale sui vini DOC e DOCG laziali (Cesanese, Nero Buono, Malvasia Puntinata, Bellone), valorizzando la sostenibilità e la trasparenza verso i consumatori. Prodotto valorizzato: Vini DOC/DOCG del Lazio. Buone pratiche: droni per mappatura del vigore, DSS per la vendemmia, QR code narrativo sull’etichetta, analisi predittive sull’impatto ambientale.
4. Actinidia Smart – Kiwi Latina IGP (Provincia di Latina)
OP Kiwisole, cooperativa di produttori del sud pontino, è tra le più attive nel promuovere l’uso di tecnologie di agricoltura 4.0. Ha introdotto sistemi di irrigazione automatizzata basati su sensori di umidità del suolo, moduli di raccolta dati agronomici e piattaforme di gestione condivisa dei trattamenti.
In collaborazione con il CREA e centri di ricerca, alcuni impianti di kiwi della zona di Cisterna e Sermoneta sono stati digitalizzati con sistemi di sensoristica in campo, droni e intelligenza artificiale per il monitoraggio della salute delle piante. Prodotto valorizzato: Kiwi di Latina IGP. Buone pratiche: irrigazione smart, sensoristica di precisione, gestione digitale dei piani colturali, narrazione del prodotto con QR dinamico sulla confezione.
5. Biodistretti e Comunità Rurali Digitali – Valle di Comino (Frosinone)
Il Biodistretto della Valle di Comino, riconosciuto ufficialmente dalla Regione Lazio, rappresenta un modello di integrazione tra innovazione, agricoltura sostenibile e promozione dei prodotti locali.
Le aziende aderenti condividono piattaforme di promozione digitale e adottano strumenti di gestione informatizzata dei processi produttivi, con un focus particolare sulla filiera lattiero-casearia, il miele e l’agricoltura biologica.
Si stanno sperimentando soluzioni per la vendita diretta online e la tracciabilità territoriale, collegate al marchio collettivo “Valle di Comino Bio”. Prodotti valorizzati: formaggi tradizionali, miele, vino, ortaggi tipici. Buone pratiche: piattaforme territoriali digitali, filiere corte online, marketing territoriale integrato.
6. Politiche, Servizi e Infrastrutture di Supporto Digitale
Regione Lazio e ARSIAL promuovono la digitalizzazione delle aziende agricole attraverso bandi dedicati del PSR e del CSR 2023–2027, con misure specifiche per sensori IoT, sistemi informativi aziendali e innovazione sostenibile.
CREA e Università della Tuscia organizzano workshop e programmi di trasferimento tecnologico per la diffusione delle tecnologie digitali nel settore agroalimentare laziale.
La piattaforma regionale Experience Lazio è utilizzata per la promozione digitale delle aziende agricole e agrituristiche, offrendo strumenti di marketing esperienziale e narrazione territoriale. Buone pratiche: sinergia pubblico-privato, formazione sulle tecnologie 4.0, integrazione tra turismo rurale e agricoltura digitale.
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Nome
Sede (comune – prov.)
Prodotto tipico/filiera
Tecnologie adottate/indicazioni
Contatti
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OP KiwiSole Soc. Coop. Agr.
Roma (RM) – sede legale
Kiwi Latina IGP (filiera OP)
irrigazione smart, sensoristica in campo, gestione digitale piani colturali
Coltivare Innovazione: a Roma un evento sull’agricoltura digitale al servizio dell’ambiente e dei prodotti locali
Si è svolto venerdì 19 dicembre 2025, presso The Spot – Improv Digital Bistrot di Roma, l’evento pubblico “Coltivare Innovazione: l’agricoltura digitale per l’ambiente e i prodotti locali”, promosso da IDEA EUROPA APS nell’ambito dell’omonimo progetto finanziato da ARSIAL – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, con il contributo della Regione Lazio (CUP F89F25000000002
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto e divulgazione dedicato al ruolo delle tecnologie digitali nel settore agricolo, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, alla tracciabilità delle filiere e alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari locali del Lazio.
Un dialogo tra innovazione, sostenibilità e territorio
Durante l’evento sono state presentate e raccontate alcune buone pratiche di agricoltura digitale (agritech), emerse dal percorso di mappatura realizzato da IDEA EUROPA nel corso del progetto. Le esperienze condivise hanno evidenziato come l’uso consapevole delle tecnologie – dal monitoraggio dei consumi idrici all’agricoltura di precisione, dalla gestione dei dati alla tracciabilità digitale – possa contribuire in modo concreto a ridurre l’impatto ambientale e a migliorare la qualità delle produzioni.
L’incontro ha favorito un dialogo aperto tra operatori del settore agricolo, professionisti, cittadini, innovatori e stakeholder locali, rafforzando il legame tra innovazione tecnologica e tradizione agroalimentare.
Valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del Lazio
Uno degli elementi centrali dell’evento è stata la valorizzazione dei prodotti tipici e di qualità del territorio laziale, tra cui olio, vino, prodotti caseari, ortofrutta e altre eccellenze locali. Attraverso il racconto delle aziende coinvolte, è emerso come l’innovazione digitale possa diventare uno strumento strategico per tutelare le produzioni tradizionali, aumentare la competitività delle imprese agricole e rispondere alle nuove sfide ambientali.
Un progetto che guarda al futuro
Come sottolineato da IDEA EUROPA, Coltivare Innovazione nasce come prima edizione di un’iniziativa pensata per avere continuità nel tempo, con l’obiettivo di promuovere ogni anno una cultura dell’innovazione agricola sostenibile, accessibile e radicata nel territorio.
L’evento di Roma ha rappresentato il momento culminante di un percorso più ampio, che proseguirà nei prossimi mesi con attività di comunicazione, disseminazione e promozione dei risultati raggiunti, contribuendo a diffondere modelli virtuosi di sviluppo agroalimentare nel Lazio.