Donne, sport e media: l’Europa unita a Cascais per il progetto POWER
Il 18 e 19 settembre 2025, la splendida località costiera di Cascais, in Portogallo, ha fatto da cornice a un incontro che ha assunto per noi tutti un’importanza più che simbolica: la riunione internazionale del progetto POWER – The Portrayal of Women Athletes in Sports Media. Durante questi due giorni ricchi di confronto, tutte le delegazioni dei partner europei si sono date appuntamento per fare il punto su risultati, ostacoli, strategie e visioni future, con l’obiettivo condiviso di trasformare davvero il modo in cui le donne-atlete vengono raccontate nei media sportivi.
Siamo il team italiano di ISIDEM e partecipare a questa riunione ci ha offerto l’opportunità di ascoltare, confrontare, imparare e anche proporre. Abbiamo potuto esporre il nostro lavoro, frutto di ricerche quantitative e qualitative, riguardo alla rappresentazione delle atlete nei media italiani: quanta visibilità hanno, come viene trattato il linguaggio usato nei titoli e nei testi, quale tipo di immagine viene trasmessa – quasi sempre, se non sempre, con stereotipi latenti, con differenze evidenti fra sport maschili e femminili, con limiti nella profondità del racconto.
Ma non è stato solo il momento della denuncia, bensì soprattutto quello delle soluzioni: workshop pratici, confronti diretti con esperti di altri paesi, tavole rotonde che hanno messo in luce come, pur con contesti culturali spesso molto diversi, emergano problemi simili e aspettative analoghe. Noi di ISIDEM abbiamo contribuito proponendo strategie per rendere il linguaggio più inclusivo, suggerendo criteri per una selezione attenta delle immagini, e collaborando alla stesura di linee guida che possano essere utili a giornalisti, federazioni sportive, scuole di giornalismo, e chiunque lavori nella comunicazione sportiva.
Al centro della discussione c’è stato il progetto POWER nel suo complesso, la sua missione e i suoi obiettivi, che si possono leggere nel dettaglio sul sito ufficiale: project-power.eu. Il progetto, finanziato dal programma Erasmus+ Sport, coinvolge sei organizzazioni in sei Paesi dell’Unione Europea e punta su più fronti: raccogliere e analizzare dati aggiornati sulla rappresentazione delle donne atlete nei media, sviluppare strategie e linee guida adatte ai differenti contesti nazionali, formare giornalisti, operatori e professionisti della comunicazione sportiva, e promuovere campagne di sensibilizzazione volte a sfidare stereotipi di genere e a diffondere narrazioni più equilibrate.
Ciò che rende davvero significativo il lavoro in corso è la volontà che queste linee guida non restino documenti chiusi in un cassetto, ma diventino strumenti vivi, applicati concretamente nei media, nelle redazioni, nelle federazioni sportive, nei corsi universitari. Durante la riunione a Cascais è emersa una forte spinta in questa direzione: definire modalità di formazione efficaci, creare materiali condivisi, iniziative di sensibilizzazione popolare che possano raggiungere anche chi non è nel mondo sportivo professionistico, ma è lettore, spettatore, cittadino.
Inoltre, la dimensione europea del progetto ha permesso uno scambio culturale ricchissimo: ascoltare le esperienze di Grecia, Spagna, Bulgaria, Ungheria, Portogallo ha ampliato il nostro orizzonte, rafforzato la consapevolezza che, pur nelle diversità, ci sono sfide comuni da affrontare. STermini di linguaggio, immagini, visibilità, stereotipi: molte sono le similitudini, ma anche interessanti differenze che possono diventare spunti per strategie adattate al contesto nazionale.
Al termine di questi due giorni, siamo tornati in Italia con una chiara roadmap per i mesi a venire: completare le analisi comparative fra i paesi partner, mettere a punto e diffondere le linee guida, attivare workshop locali, coinvolgere giornalisti, federazioni ed enti di formazione, lanciare campagne di sensibilizzazione pubbliche, monitorare gli effetti reali delle azioni intraprese.
Per noi di ISIDEM, partecipare a POWER significa molto: significa essere parte attiva di un cambiamento culturale, impegnarsi perché la narrazione sportiva diventi più giusta, più completa, più inclusiva. Non si tratta solo di dare finalmente alle donne-atlete la visibilità che meritano, ma anche di cambiare il modo in cui la società le percepisce, ne riconosce il valore e celebra i loro risultati.
E mentre guardiamo avanti, sappiamo che il cammino è ancora lungo, ma la strada intrapresa è quella giusta. Seguendo e contribuendo alle attività descritte su project-power.eu, crediamo davvero che insieme all’Europa si possa costruire un futuro in cui lo sport non faccia distinzione di genere nella narrazione, ma valorizzi e celebri ogni atleta per ciò che è: per la sua abilità, il suo impegno, la sua performance.




