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Finanziamenti europei 2027: come prepararsi oggi alle nuove opportunità dell’Unione Europea

Il 2027 sarà un anno particolarmente importante per chi lavora con i finanziamenti europei. Sarà l’ultimo anno dell’attuale Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e, allo stesso tempo, un momento di passaggio verso la futura programmazione europea.

Per imprese, enti pubblici, università, organizzazioni del Terzo settore e professionisti, prepararsi alle opportunità europee del 2027 non significa semplicemente aspettare la pubblicazione dei prossimi bandi.

Significa costruire per tempo competenze, partnership, idee progettuali e una strategia capace di individuare le opportunità realmente coerenti con gli obiettivi della propria organizzazione.

In questo scenario, l’europrogettazione sta diventando sempre meno un’attività occasionale legata alla singola call e sempre più una competenza strategica.

Cosa sono i finanziamenti europei

Con l’espressione “finanziamenti europei” si indica un insieme molto ampio di programmi e strumenti attraverso i quali l’Unione europea sostiene politiche, investimenti, ricerca, innovazione, istruzione, competenze, inclusione, transizione digitale, sostenibilità, cultura e cooperazione internazionale.

Una prima distinzione importante riguarda i fondi europei a gestione diretta e quelli gestiti attraverso autorità nazionali e regionali.

Nei programmi a gestione diretta, le opportunità vengono generalmente pubblicate e gestite dalle istituzioni, dalle agenzie e dagli organismi dell’Unione europea.

Tra i programmi più conosciuti dell’attuale programmazione figurano Horizon Europe, Erasmus+, CERV – Citizens, Equality, Rights and Values, Digital Europe, LIFE e Creative Europe.

Si tratta però di programmi molto diversi tra loro.

Cambiano gli obiettivi, i beneficiari, le modalità di candidatura, i criteri di valutazione, i budget disponibili e la complessità dei progetti.

Per questo motivo la prima domanda di un’organizzazione non dovrebbe essere:

“Quali bandi europei sono aperti?”

La domanda più utile è:

“Quali programmi e opportunità europee sono realmente coerenti con la nostra strategia?”

Perché il 2027 sarà un anno importante

L’attuale Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea copre il periodo 2021-2027.

Il 2027 rappresenta quindi la fase conclusiva dell’attuale ciclo di programmazione.

Per le organizzazioni interessate ai programmi europei, questo rende particolarmente importante lavorare su due orizzonti contemporaneamente.

Il primo riguarda le opportunità ancora disponibili nell’ambito della programmazione 2021-2027.

Il secondo riguarda la preparazione al ciclo successivo.

Un’organizzazione che vuole rafforzare seriamente la propria presenza europea dovrebbe quindi utilizzare il 2027 non soltanto per presentare candidature, ma anche per consolidare il proprio posizionamento.

Questo significa costruire relazioni internazionali, sviluppare competenze interne, analizzare i programmi europei, monitorare l’evoluzione delle politiche dell’UE e trasformare le proprie priorità strategiche in possibili idee progettuali.

Non basta più cercare un bando europeo

Uno degli errori più frequenti consiste nell’iniziare a lavorare quando viene individuata una call interessante.

A quel punto spesso mancano poche settimane alla scadenza.

Bisogna contemporaneamente:

  • comprendere il bando;
  • sviluppare il concept;
  • individuare i partner;
  • costruire il consorzio;
  • definire attività e Work Package;
  • elaborare indicatori e risultati;
  • preparare il budget;
  • raccogliere informazioni dai partner;
  • scrivere la proposta;
  • verificare la coerenza complessiva;
  • completare la procedura di submission.

Il risultato può essere una candidatura costruita sotto pressione invece che una proposta nata da una strategia.

Un approccio più maturo parte molto prima.

Dalla ricerca dei bandi alla Funding Strategy

La Funding Strategy può essere intesa come il processo attraverso il quale un’organizzazione collega i propri obiettivi alle opportunità di finanziamento disponibili.

Il punto di partenza non è il bando.

È l’organizzazione.

Occorre comprendere:

dove vuole andare → quali investimenti vuole realizzare → quali problemi vuole affrontare → quali competenze possiede → quali partnership può attivare → quali programmi europei possono contribuire a questi obiettivi.

Da questa analisi può nascere una vera funding pipeline, cioè una programmazione delle opportunità da monitorare e delle candidature sulle quali investire nel corso dell’anno.

Non tutte le call devono diventare un progetto.

Anche saper decidere a quali bandi non partecipare è una competenza importante nell’europrogettazione.

Come prepararsi ai bandi europei 2027

Una preparazione efficace può partire da alcuni elementi fondamentali.

1. Definire le priorità dell’organizzazione

Prima di cercare finanziamenti è necessario comprendere cosa si vuole finanziare.

Innovazione?

Formazione?

Digitalizzazione?

Ricerca?

Internazionalizzazione?

Inclusione sociale?

Sostenibilità?

Partecipazione civica?

La chiarezza strategica riduce enormemente il numero di opportunità da analizzare.

2. Individuare i programmi europei più coerenti

Non esiste “il finanziamento europeo” in senso generico.

Ogni programma risponde a determinate politiche e finanzia specifiche tipologie di intervento.

Conoscere le differenze tra Horizon Europe, Erasmus+, CERV, Digital Europe e gli altri programmi europei permette di concentrare tempo e risorse sulle opportunità con maggiore coerenza.

3. Costruire una pipeline annuale

Aspettare la pubblicazione casuale di un bando significa lavorare in maniera reattiva.

Una pipeline permette invece di programmare:

scadenze, priorità, risorse, progettisti, partnership e decisioni Go/No-Go.

L’europrogettazione diventa così un processo organizzato.

4. Costruire partnership prima delle scadenze

Molti progetti europei richiedono consorzi internazionali.

La qualità del partenariato non dipende soltanto dal numero di organizzazioni coinvolte.

Conta soprattutto la complementarità delle competenze.

Università, imprese, enti pubblici, organizzazioni della società civile, centri di ricerca e altri stakeholder possono apportare contributi molto diversi.

Costruire queste relazioni mesi prima della scadenza consente di progettare consorzi più coerenti.

5. Rafforzare le competenze di europrogettazione

Scrivere una proposta europea significa combinare competenze diverse:

analisi delle call, Project Cycle Management, Logical Framework Approach, budgeting, impact design, indicatori, gestione dei partenariati, comunicazione e capacità di scrittura.

Nei programmi più complessi diventa inoltre necessario comprendere la logica con cui i valutatori analizzano una proposta.

L’europrogettazione è quindi una competenza professionale che richiede aggiornamento continuo.

Intelligenza artificiale ed europrogettazione

L’arrivo dell’Intelligenza Artificiale generativa sta modificando anche il settore della progettazione europea.

Gli strumenti di AI possono velocizzare numerose attività:

analisi documentale, organizzazione delle informazioni, confronto tra documenti, brainstorming, revisione linguistica, controllo della coerenza e supporto alla produzione di bozze.

Ma la maggiore velocità di scrittura non coincide automaticamente con una maggiore qualità progettuale.

Anzi, se gli stessi strumenti diventano accessibili a migliaia di organizzazioni, la capacità di produrre rapidamente un testo perde parte del proprio valore competitivo.

Diventano ancora più importanti:

qualità dell’idea, evidenze, partnership, metodologia, impatto, conoscenza del programma e capacità strategica.

L’AI può quindi diventare un potente strumento dell’europrogettista, ma difficilmente può sostituire la conoscenza del contesto e il giudizio professionale necessari per costruire una candidatura competitiva.

Il ruolo dell’europrogettista sta cambiando

Per molti anni l’europrogettista è stato identificato soprattutto con la persona che “scrive il progetto”.

Questa definizione oggi appare sempre più limitata.

Il professionista dell’europrogettazione deve essere capace di:

interpretare le politiche europee, individuare opportunità, analizzare programmi, sviluppare concept, costruire partenariati, progettare interventi, definire risultati e impatti, coordinare contributi diversi e trasformare tutto questo in una proposta convincente.

La scrittura è soltanto una parte del processo.

Per questo stanno diventando sempre più importanti figure capaci di combinare EU funding, project design, networking internazionale e capacità strategica.

Europrogettazione: una competenza sempre più strategica

L’accesso ai finanziamenti europei non dovrebbe essere considerato esclusivamente come una modalità per ottenere risorse economiche.

Partecipare a programmi europei può permettere a un’organizzazione di entrare in reti internazionali, collaborare con università e istituzioni, sperimentare nuovi modelli, sviluppare competenze e aumentare la propria capacità di innovazione.

Un progetto europeo può quindi produrre valore anche oltre il finanziamento ottenuto.

Per questo motivo le organizzazioni più mature non ragionano soltanto in termini di singole candidature.

Costruiscono progressivamente una capacità europea permanente.

Come affrontare il 2027

Il modo migliore per prepararsi ai finanziamenti europei 2027 è iniziare prima dell’apertura delle call.

Le organizzazioni possono utilizzare i prossimi mesi per:

definire priorità, mappare programmi, costruire una pipeline, sviluppare concept, rafforzare partnership e aumentare le competenze delle persone coinvolte.

I professionisti possono invece utilizzare questa fase per approfondire programmi e metodologie, lavorare su casi reali e costruire progressivamente esperienza progettuale.

In entrambi i casi, il principio è lo stesso:

l’Europa non dovrebbe essere inseguita bando dopo bando. Dovrebbe essere programmata.


IDEA Europa

IDEA Europa opera nel settore dell’europrogettazione, della formazione e della cooperazione europea, lavorando con organizzazioni e professionisti coinvolti nei programmi dell’Unione europea.

Attraverso l’esperienza maturata nella progettazione e nella partecipazione a iniziative europee, IDEA Europa promuove una cultura dell’europrogettazione fondata su competenze, partnership internazionali, qualità progettuale e apprendimento continuo.

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